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Esempio di ciò che non deve essere fatto, ma che ormai è diventato pratica comune. La capitozzatura non è una tecnica di potatura.
Un esempio di ciò che non deve essere fatto, ma che ormai è diventato pratica comune. Spesso si vedono interi viali o parchi o giardini privati ridotti così e si tende a descriverlo come un buon intervento di gestione del verde, ma non è cosi.
La capitozzatura compromette irrimediabilmente la struttura, l'architettura, l'aspetto e la fisiologia dell'albero.
La pianta con questo intervento perde la totalità della superficie fotosintetizzante, quindi subito dopo la capitozzatura assistiamo ad un consistente emissione di rami (detti "epicormici"), generati da gemme avventizie, che quindi non sono ben collegati al fusto.
Per questo motivo (al contrario di quanto comunemente si pensi) abbiamo un aumento del rischio di rottura dei rami, in quanto questi formatesi a seguito di tale intervento sono maggiormente soggetti a stroncarsi anche a seguito di eventi atmosferici modesti.
Altro effetto negativo è dato dallo sviluppo di carie, che spesso si estende dai rami alle branche principali fino a giungere al tronco, creando punti di estrema debolezza (dipende dal tipo di legno e dalle dimensioni del taglio).
Inoltre la pianta non perde la capacità di intercettare l'acqua (aumento dell'effetto battente, mitigato normalmente dalla chioma) e non riesce a captare e riflettere la radiazione solare cosiché non si riesce più a contrastare la formazione delle isole di calore.
Altro effetto negativo è dato dalla perdita di valore ornamentale che comporta la perdita di paesaggio.

L'anastomosi è un difetto che si verifica quando la vicinanza tra due branche o due tronchi è tale che nel tempo si verifica un'unione.

L'anastomosi è un difetto che si verifica quando la vicinanza tra due branche o due tronchi è tale che nel tempo si verifica un'unione.
Se il contatto tra le due parti diviene stabile, ovvero senza un movimento sensibile nel punto di contatto, avremo l'unione nel punto dell'inserzione stretta. In questo caso la corteccia resta inalterata, quindi sarà inclusa, creando nel tempo un punto di inserzione debole.

Se i rami sono sottoposti a sfregamento, l'anastomosi si avrà solo quando la corteccia di entrambi si sarà completamente deteriorata. In questo caso avremo un'ampia zona decorticata, ma non sempre, con legno alterato.

Qualche volta l'anastomosi può risultare perfetta e le due parti risultano unite senza senza presentare difetti.
In ogni caso la stabilità nel punto di contatto, fra le branche anastomizzate, deve essere valutata attentamente considerando le dimensioni, la forma, la possibile presenza di carie interne e il carico a cui è sottoposto.

L'anastomosi può avere anche effetto stabilizzante, ma in molti casi deve essere trattato come difetto strutturale. Questa unione tende ad irrigidire parte della struttura arborea, che normalmente ammortizzerebbe le sollecitazione a cui è sottoposta.

Tomografia sonica eseguita alla base di tigli di 60 anni, nel comune di Chiusi (SI) a gennaio 2019.

La carie cubica è causata da funghi cariogeni che attaccano gran parte della cellulosa e delle emicellulose lasciando quasi intatta la lignina. Questi agenti cariogeni determinano una colorazione scura dei tessuti che negli ultimi stadi assumono una consistenza molto friabile. Ciò comporta una rottura secondo piani di sfaldatura ortogonali. Il legno colpito perde resistenza alla compressione e alla flessione, e aumenta la permeabilità. I tessuti assorbono acqua infatti più rapidamente e si asciugano lentamente; cosi il legno è soffice quando è umido mentre quando è asciutto si spacca facilmente.